Il tuo bambino è normale? Va curato!

Psicofarmaci e bambini. Parte prima.

Così titolava, nel dicembre 2002, "La Natura e la Città" riguardo ad un'indagine svolta in collaborazione tra AUSL di Rimini ed Istituto Superiore di Sanità per acquisire dati relativi all'attività neuropsichiatrica infantile nel territorio riminese. Il questionario, consegnato ad un campione di famiglie con bambini in età scolare, risultava però del tutto simile ad uno distribuito negli USA ed utilizzato per la diagnosi dell'ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) o "Disturbo dell'attenzione con iperattività" e collegato quindi alla prescrizione di psicofarmaci infantili quale il Ritalin.
Questa volta è il Comune di Forlì che si fa promotore di una distribuzione di questionari, simili a quelli utilizzati a Rimini, rivolgendosi alle famiglie con bambini in età prescolare, per la realizzazione di una ricerca che ha come fine la prevenzione di problemi psichiatrici nell'età dello sviluppo. Ad un campione di famiglie, individuato presumibilmente in collaborazione con le insegnanti delle scuole d'infanzia, è stato distribuito un questionario, composto da 120 domande, che corrisponde ancora una volta ad un modello statunitense. Provando a rispondere, è praticamente impossibile non accumulare un punteggio elevato. E allora, nostro figlio non è normale? Nostra figlia ha bisogno di essere visitata da un esperto? Siamo genitori irresponsabili?
Analizziamo insieme il questionario nella sua globalità ed approfondiamo poi, per ragioni di spazio, solamente qualcuna delle domande poste.
  • Le affermazioni appaiono subito piuttosto perentorie e legate a comportamenti la cui valutazione risulta essere molto soggettiva. Come giudicare se un bambino "si ingelosisce facilmente" o se "è ipersensibile"? Certo, conosciamo nostro figlio o nostra figlia, ma tante volte esitiamo nell'interpretare un comportamento con scale di significati appartenenti più al mondo degli adulti che a quello dei bambini. Possiamo dire che la nostra bambina o il nostro bambino è "insensibile agli affetti" perché negli ultimi due mesi non si fa più coccolare come prima? O che "non sembra sentirsi in colpa dopo essersi comportato male" perché non ha le reazioni che un adulto si aspetterebbe da chi ha commesso una colpa? Siamo tranquilli nel definire un bambino "crudele" o nell'affermare che "distrugge" le cose? Siamo così acuti da leggere nostro figlio come un libro aperto?…
  • Varie affermazioni riguardano aspetti fisiologici: se il bambino presenta dolori, malesseri o disturbi, come evacua le feci, come si addormenta,… con la precisazione che il comportamento è da valutare in assenza di "motivi medici". E se il nostro pediatra non ha saputo farci una diagnosi o è rimasto sul vago? E se non abbiamo notato che a nostro figlio viene la diarrea perché gli risulta indigesto un certo alimento o perché è sensibile alle correnti d'aria o perché vuole attirare la nostra attenzione e le nostre cure ogni volta che lo lasciamo con la baby-sitter?… Noi adulti non somatizziamo mai le nostre pulsioni psichiche? Non ci viene mal di testa ogni volta che entra il collega antipatico?… Da notare inoltre che le problematiche escluse perché di possibile origine "medica" rientrano poi in affermazioni successive: l'impressione è che il questionario non colleghi disturbi fisici a possibili problematiche psicologiche, ma, in realtà, se siete riusciti a sfuggire al mal di stomaco o al mal di testa, rientrerete probabilmente poi in un'affermazione successiva. Se quindi vostra figlia o vostro figlio "sono stitici " o "hanno la diarrea" o hanno avuto semplicemente "dolori, malesseri o crampi" potrebbero aver bisogno di cure specialistiche!
  • Al di là degli aspetti medici, sono descritte alcune situazioni ed il loro esatto contrario: se il bambino mangia mal volentieri o mangia molto volentieri, comunque è un atteggiamento da segnalare! Sembra di dover camminare sul filo di un rasoio…
  • Tutte le affermazioni descrivono possibili comportamenti del/la bambino/a. Ma ci è venuto il dubbio che questi comportamenti potrebbero essere collegati all'ambiente in cui il bambino o la bambina vive? Che potremmo essere noi adulti, anche con i nostri timori riguardo la normalità e l'anormalità, a creare difficoltà ed ansia?
  • Lo scopo del questionario sembra essere quello di raccogliere informazioni per consigliare ed indirizzare, eventualmente, i genitori che lo richiedano. Ma se lo scopo fosse invece formulare una diagnosi, occorrerebbe chiedersi come è possibile nel momento in cui il questionario è sottoposto ai genitori: non è possibile compiere una diagnosi fondandosi su affermazioni fatte da altre persone, anche se queste sono i genitori ed anche se il questionario è stato sperimentato e controllato. La diagnosi si fonda su osservazione e valutazione dirette dei soggetti e non su descrizioni di interposte persone!
  • Tutte le affermazioni (ma proprio tutte!) descrivono comportamenti tipici di tutti i bambini e le bambine del mondo: i bambini, PER NATURA, "sono soggetti ad incidenti", "litigano", "vogliono tutto subito", "fanno male ad altri senza volerlo", "si mettono le dita nel naso", "sono poco coordinati", "giocano con i propri genitali", "passano rapidamente da un'attività all'altra", "sono egoisti", "si sporcano", "sono turbati da situazioni nuove", "non riescono a stare seduti",… anche se noi non li riconosciamo come tali. Qualcuno di noi non si è messo le dita nel naso o non si è toccato i genitali anche da adulto?.. non ha fatto male ad altri senza volerlo o non ha assunto comportamenti egoisti?… Certo, ma la differenza sta nella frequenza… Vogliamo allora negare ad un bambino di avere tempi adatti alla sua crescita? Vogliamo che nasca già pronto e capace, competente ed abile sotto tutti i punti di vista? Vogliamo, cioè, un piccolo adulto? Perché questo è il vero scopo, questo il nostro vero desiderio: un piccolo adulto che non ci faccia perdere tempo e che soggiaccia alle nostre regole. Che stia seduto e sedato. A costo, per molti, di usare il Ritalin…

Valerio Donati

Questa una sintesi del questionario di 120 domande che è stato consegnato ad alcuni genitori di bambini frequentanti la scuola d'infanzia (3-5 anni!). Il questionario è stato fatto "per tranquillizzare i genitori ansiosi, perché ogni due bambini che non hanno problemi, solo uno ne ha!" ha affermato chi l'ha ideato…
In corsivo le nostre note.

QUESTIONARIO SUL COMPORTAMENTO DEL BAMBINO: versione per i genitori
Di seguito è riportato un elenco di comportamenti tipici dei bambini. Per ogni voce che descrive il vostro bambino, nello stato attuale o degli ultimi 2 mesi, mettete una crocetta sul 2 se l'affermazione è vera o spesso vera, sull'1 se è in parte o qualche volta vera, sullo 0 se non è vera. Cercate di rispondere a tutte le domande, anche se non descrivono esattamente il comportamento del bambino.
Se i comportamenti descritti sono quelli "tipici" dei bambini, chi accumulerà più punti avrà un figlio "tipicamente" bambino, un figlio con comportamenti assolutamente nella norma, la norma dei bambini. E allora cosa misura il questionario? 0 = falso (per quanto ne sappiate) 1 = in parte o qualche volta vero 2 = vero o spesso vero
Alle affermazioni possiamo dare un 'indicazione di falsità o di parziale o di totale verità. Soffermiamoci un attimo sugli aspetti impliciti ed indiretti della questione e chiediamoci se sarebbe stato diverso un questionario in cui fosse stata da indicare un' "assenza" piuttosto che una "falsità"... Non solo. La nostra affermazione di assenza del comportamento descritto (in cui sosteniamo che la frase è, appunto, "falsa") è già posta in dubbio: possiamo rispondere solo "per quanto ne sappiamo". Ma non è così anche negli altri due casi? Possiamo forse rispondere per ciò che non conosciamo? Il punto è che è già stato posto in dubbio che in nostro figlio o in nostra figlia siano realmente assenti i comportamenti che noi non abbiamo riconosciuto. Come mai la stessa precisazione "per quanto ne sappiate" non è stata posta dopo l'affermazione di veridicità?

1. Ha dolori o malesseri (senza motivi medici: non includere mal di stomaco o mal di testa). Ma se ha dolori o malesseri, non c'è forse già un motivo medico? Vogliamo ipotizzare forse che il disturbo è inventato, solo perché un medico non riesce a trovarne la causa?
2. Si comporta come un bambino più piccolo. E chi stabilisce i comportamenti "giusti" per ogni età?
3. Ha paura di provare cose nuove. Tutti i bambini del mondo esitano davanti alla novità, anche se ne sono attratti.
8. Non sopporta di aspettare, vuole tutto subito. Di un adulto che si comporta così, non si dice forse che "fa il bambino"?
9. Mette in bocca cose che non sono cibo. È la modalità di conoscere privilegiata dai bambini, sia da neonati sia, ancora, a qualche anno di età. A noi non capita mai?
10. È attaccato agli adulti o è troppo dipendente da loro. E a chi altro dovrebbe essere attaccato? Chi giudica il "troppo"?
12. È stitico, trattiene le feci. Cosa ha mangiato?
19. Ha la diarrea o perde le feci quando non è malato. Non si scappa: stitico o con la diarrea, comunque un problema…
13. Piange molto. Forse ha qualche motivo per farlo… sicuramente è la modalità comunicativa più importante a questa età.
14. È crudele verso gli animali. !?!
20. È disobbediente. Tutti vorremmo figli obbedienti, molta fatica in meno…21. Ogni piccolo cambiamento di abitudini lo disturba. I bambini hanno bisogno di regolarità e sicurezza.
22. Non vuole dormire solo. E chi di noi lo voleva? Qualcuno fatica anche da adulto…
23. Non risponde quando le persone gli parlano. Noi rispondiamo sempre a tutti? E se non ne avesse voglia?
24. Ha problemi di appetito o non mangia volentieri. Non mangiare: un problema!
49. Mangia eccessivamente. Mangiare: ancora un problema!
25. Non va d'accordo con gli altri bambini. Noi andiamo d'accordo con tutti?…
30. Si ingelosisce facilmente. Noi mai!
32. Ha paura di alcuni animali, situazioni, luoghi. Noi non temiamo nulla?…
35. Litiga spesso. Anche noi…
36. Si getta in ogni impresa, è impulsivo. Per fortuna ha ancora l'entusiasmo del fanciullo.
37. Si preoccupa molto se si separa dai genitori. Ha forse la nostra concezione del tempo? Ha la nostra esperienza? Capisce i nostri discorsi astratti? E chi vorrebbe separarsi da coloro che ama profondamente?
48. Fa brutti sogni. E allora?
54. Si mette le dita nel naso, si stuzzica la pelle o altre parti del corpo. Che bambini maleducati!
55. Si tocca troppo, gioca con i propri genitali. Quant'è troppo? Toccarsi fa diventare forse ciechi?…
57. Ha disturbi agli occhi (senza motivi medici). Quali altri motivi possono esserci?...
75. Si sporca o gioca con la propria cacca. Mai sentito dire di un bambino!… Ma a chi dà fastidio, a lui o a noi?
76. Ha problemi di linguaggio. A tre-quattro anni deve saper già parlare perfettamente?
96. Vuole molte attenzioni. Certo! E allora?
101. Sogna ad occhi aperti, si perde nei suoi pensieri. Ancora lo fa…
103. Ha difficoltà a rispettare le regole. Noi mai, siamo perfettamente onesti!...
114. È compiacente, si adatta troppo alle regole. Proprio non ci va bene niente.
111. Dice bugie, imbroglia. Da chi avrà imparato?
116. Si preoccupa poco della sua pulizia. !?!

PUBBLICATO SU “IL CUORE DELLA ROMAGNA”, 2004, n. 1

<< torna ad elenco articoli
homepage homepage homepage educazione antropologia e antropogogia terapia formazione calendario iniziative libera accademia popolare eventi articoli vocabolario mappa del sito libri e link utili contatti e suggerimenti