Inquinamento elettromagnetico: la sclerotizzazione precoce

Ignorare volutamente una verità o peggio ostacolarla o cercare di soffocarla è, in ragione diretta dell'importanza scientifica o sociale della stessa, delinquenziale.
[Marco Marchesan e Rolando Marchesan]

Scoperti alla fine del XIX secolo ed iniziati ad applicare all'inizio del XX, i raggi X sono stati utilizzati immediatamente dalla medicina convenzionale sia per l'esplorazione del corpo umano, sia per fini terapeutici. Dapprima non se ne conoscevano o non se ne misuravano gli effetti negativi sull'organismo, ma col passare degli anni gli effetti potenti ed a lungo termine iniziarono ad essere riconosciuti mentre, di pari passo, l'utilizzo di questa tecnica si diffondeva in termini ampissimi: non esiste pressoché individuo, nella nostra società occidentale, che non abbia ricevuto la sua buona dose di radiazioni X, vuoi per verificare la presenza di una semplice frattura, vuoi per indagini ben più approfondite o, in misura maggiore, per terapie. Eppure è ormai ampiamente riconosciuto ed accettato che queste radiazioni producono effetti gravissimi, tra cui modificazioni genetiche, sugli organismi.
A tutti noi è stato detto che esiste una correlazione tra la probabilità di partorire un bambino affetto da trisomia 21 e l'età della gestante: più semplicemente, che maggiore è l'età di una donna incinta, più è probabile che il nascituro abbia la sindrome di Down. Ci è stato detto e ridetto che questo dipende dalla "vecchiaia" degli ovuli della madre che, superati circa i 35 anni, iniziano a degenerare. Ma non ci siamo mai chiesti come può la Natura, così organizzata ed efficiente, non essere in grado di dotare gli individui femminili della specie umana (solo di quella?…) di ovuli con un periodo di scadenza più lungo? Compare forse sui gameti femminili la scritta: "da utilizzare preferibilmente entro il trentacinquesimo anno di età"?
L'interpretazione di alcuni ricercatori convenzionali 1 si discosta dalla versione ufficiale e si avvicina invece a ciò che naturopatia ed omeopatia affermano da sempre: situazioni di alterazione del patrimonio genetico, di malformazioni congenite e sindromi come la trisomia 21 sono effetti di uno scorretto igiene di vita dei genitori e degli ascendenti (nonni, bisnonni,…): tra le cause possiamo facilmente considerare le radiazioni X. Una donna di 40 anni ha, solitamente, subito più radiazioni di una donna di 20 anni e questo può aver prodotto un effetto dannoso sui suoi ovuli. Questa ipotesi è confermata da varie ricerche che hanno evidenziato un numero di nascite di bambini trisomici molto superiore alla media in popolazioni residenti nei pressi di centrali nucleari che avevano subito danni ed incidenti. Tuttavia i raggi X continuano ad essere utilizzati su milioni di persone e quasi tutti noi continuiamo a sottoporci ad essi, in quanto il rapporto beneficio-danno è quasi sempre considerato positivo. Ma almeno siamo un po' informati e possiamo scegliere ed anche rifiutare almeno l'utilizzo diretto sul nostro corpo.
Nel 1955 vennero impiegati per la prima volta in Inghilterra gli ultrasuoni per analizzare alcuni tessuti tumorali asportati da pazienti; gli ultrasuoni, attraverso la tecnica dell'ecografia, vennero successivamente indirizzati direttamente sui pazienti stessi e, in particolare, su donne incinte. Ben presto si diffusero in tutto il mondo senza che tuttavia fosse stato compiuto alcuno studio sui possibili effetti collaterali. Poi le sperimentazioni arrivarono, non necessariamente dall'ambito medico: gli ultrasuoni producono una serie di effetti, fisici, chimici, elettrici, che influiscono profondamente su circolazione sanguigna e circolazione linfatica, pH sanguigno, comportamento cellulare, etc. così come producono un effetto decalcificante sull’organismo umano. Gli ultrasuoni producono inoltre riscaldamento e bolle nei materiali solidi attraversati e, nei liquidi, anche onde. Eppure tutto questo non ci viene detto quando ci sottoponiamo ad un'ecografia, né viene detto al feto che tenta di sottrarsi, lo sanno bene i tecnici ecografi e le mamme in attesa, alle onde che gli vengono indirizzate contro.
Le prime apparecchiature ad ultrasuoni utilizzate hanno richiesto lunghi processi di messa a punto dopo che erano stati accertati danni gravi ai pazienti trattati, ma sicuramente ora sono ben più sicure. Anche se probabilmente meno pericolosi, di fatto però ci si sta comportando con gli ultrasuoni come già si fece con i raggi X: li riteniamo innocui solo perché non ne conosciamo ancora le conseguenze! Nonostante vari medici ed organizzazioni mediche (compresa l'Organizzazione Mondiale della Sanità) abbiano dichiarato l’ecografia non raccomandabile, ne abbiano sconsigliato un uso eccessivo ed abbiano affermato che non ci sono vantaggi o benefici nelle ecografie di routine mentre esiste invece la possibilità di rischi reali e seri, l’ecografia è divenuta, nei paesi occidentali e soprattutto in Italia, un esame diagnostico abituale che viene compiuto, per esempio, anche 9-10 volte nel corso di una gravidanza.
È risaputo da tutti che qualsiasi passaggio di corrente elettrica genera un campo magnetico, come è risaputo da tutti che le cellule del corpo umano manifestano potenziali elettrici e sono comunque sensibili all'influenza dei campi elettromagnetici. Viviamo costantemente all'interno di forti campi elettromagnetici artificiali: le nostre abitazioni sono divenute gabbie di metallo attraversate da cavi in ogni direzione; passiamo svariate ore al giorno (anche le ore notturne) nelle strette vicinanze di elettrodomestici, televisori, computer, telefoni senza filo, fotocopiatrici, impianti stereo, radiosveglie e tantissimi altri congegni elettronici che influenzano il campo elettromagnetico naturale; sia nei centri abitati che nelle campagne incontriamo antenne, ripetitori e cavi dell'alta tensione…
In realtà studi che evidenziano i possibili effetti nocivi dei campi elettromagnetici artificiali sulla salute, sia dell'uomo che degli animali sono stati compiuti e pubblicati già da alcuni anni, ma con interpretazioni piuttosto ambigue. Uno studio avviato ancora nel 1998 dalle Università di Giessen e di Monaco, ad esempio, pone in relazione l'esposizione di bovini all'influsso di campi elettromagnetici e ad impianti di telefonia cellulare: negli animali sono state riscontrate patologie varie, infezioni ed indebolimento generale, oltre a difetti nella crescita ed aumento nel numero di aborti. Eppure, affermano le università tedesche e con esse tanti altri enti di ricerca, non si può essere certi che la causa delle problematiche riscontrate consista proprio nell'aumentata esposizione all'influenza di antenne di telefonia cellulare (come nel caso specifico), o di cavi dell'alta tensione o di altri impianti elettromagnetici. Ancora una volta accade ciò che è successo per i raggi X e per gli ultrasuoni: li riteniamo innocui solo perché non ne conosciamo ancora le conseguenze e questo perché, cosa ancor più grave, queste conoscenze non vengono divulgate!
Ma, nel dubbio, non sarebbe molto più saggio assumere un comportamento prudente?! Non dovrebbe essere questo il ruolo delle istituzioni, sia di quelle deputate alla ricerca sia, ancor più, di quelle politiche?! Abbiamo avuto bisogno di persone ammalate gravemente e morte per le radiazioni subite per accettare pubblicamente e ridurre parzialmente l'esposizione alle radiazioni X: dovremo passare dalla stessa forca caudina per iniziare a porci qualche domanda sugli ultrasuoni o per iniziative politiche in merito alle onde elettromagnetiche? In realtà una legge di regolamentazione sull'inquinamento elettromagnetico esiste, ma quanto tutela i cittadini?
Di forme di inquinamento elettromagnetico ne esistono molte e spesso non riconosciute o misconosciute. Basti pensare alle televisioni ed ai computer che non solo hanno influenza per il campo elettromagnetico che generano (anche da spenti), ma anche e soprattutto per le radiazioni che emettono dallo schermo. Problemi di tensione muscolare in soggetti che trascorrono molte ore davanti ad un computer sono spesso ricondotti, giustamente, alle posture inadatte mantenute rigidamente troppo a lungo ed anche problemi di vista e di affaticamento oculare possono avere la medesima causa. Ma è vero anche il contrario: che le difficoltà visive dovute ad un uso eccessivo del computer possono portare, come effetti secondari, a rigidità muscolare ed a problemi posturali. Il senso ultimo però rimane lo stesso: è l'uso del computer la causa, un uso spesso smodato e acritico. Il fatto che non si conoscano precisamente gli effetti delle radiazioni emesse da uno schermo a tubo catodico non significa che questi effetti non esistano.
Vorrei concludere con una riflessione sempre legata al tema della salute, ma non alla salute dell'individuo, quanto a quella del Pianeta cui la salute di ogni individuo dipende direttamente. Se la cosiddetta "ipotesi Gaia" di James Lovelock, per cui la Terra è un unico organismo vivente, è vera, che prezzo stiamo facendo pagare a Madre Natura, oltre che per l'inquinamento atmosferico, per quello terrestre, per quello marino, per quello radioattivo,… con l'inquinamento elettromagnetico? Dopo averla intossicata e depauperata, abbruttita e sporcata, le stiamo forse costruendo una "camicia di forza" fatta di cavi, di elettrodotti, di antenne e di ripetitori, che ne impedirà ogni movimento e che la condurrà ad una sclerotizzazione che sarà anche la nostra sclerotizzazione.

Valerio Donati

1 Per approfondimenti: L. Mctaggart, Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna, Macro Edizioni.

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