Libertà in fumo

Chi non sa che il fumo fa male? Non fa solo male, provoca tumori ed uccide!
Durante la presidenza Clinton, fu condotta dal governo degli USA una campagna senza precedenti per sensibilizzare l'opinione pubblica sui danni provocati dal fumo e, nei confronti dei fumatori, per disincentivare questa abitudine. La forza dell'iniziativa fu notevole ed il clamore suscitato ebbe i suoi effetti, come al solito di rimbalzo, anche dalle nostre parti. Clinton scommise molto su questa iniziativa e, ancora oggi, è ricordato, tra l'altro, per questo impegno sociale. Negli anni successivi il consumo di sigarette negli Stati Uniti è, però, decisamente aumentato... Cosa possiamo pensare? Che i consiglieri e gli esperti del presidente americano abbiano sbagliato nel valutare la situazione? Che le valutazioni fossero esatte ma abbiano scelto male le strategie operative? Che i fumatori americani siano tutti repubblicani?
L'approccio utilizzato negli USA, da cui il nostro ministero della Sanità ha così sapientemente copiato, è stato decisamente severo e restrittivo: pubblicità negativa, divieti e punizioni, lotta alle industrie produttrici (solo questo noi non abbiamo copiato, essendo lo stato italiano produttore e venditore di fumo... che uccide!). Chiunque abbia avuto a che fare con un bambino sa che sottolineare, in modo positivo o negativo non importa, un'azione, stimola l'attenzione, e di conseguenza l'imitazione, del bambino stesso. Parallelamente abbiamo tutti constatato che l'indifferenza fa cadere nel vuoto ogni interesse. Possiamo allora ipotizzare che le scritte minacciose sui pacchetti di sigarette non producano affatto l'effetto sbandierato, ma che, in modo quasi subliminale, invoglino a consumare sigarette. Conoscete forse fumatori che hanno diminuito il loro consumo abituale dopo aver appreso dallo slogan di turno le conseguenze nefaste delle loro azioni? O forse tabaccai che, presi da scrupoli e rimorsi, hanno chiesto di esercitare obiezione di coscienza? Eppure conosciamo tutti il potere delle parole sulla nostra mente inconscia e potremmo anche sospettare che le scritte a caratteri cubitali “il fumo provoca il cancro” abbiano avuto l'effetto di far ammalare qualcuno piuttosto che di salvaguardare la sua salute...
Certo, il fumo, almeno per un non fumatore, è fastidioso. E forse lo sono ancor più l'invadenza o l'arroganza di chi costringe a subirlo. Fatico un po', invece, ad immaginare l'invadenza di un non fumatore nei confronti di chi ha la sigaretta accesa, come qualcuno vorrebbe sostenere... Questo però non sfiora minimamente il sacrosanto diritto di chiunque di ingerire ciò che ritiene più opportuno, purché non crei danno o fastidio ad altri. Perché il fumo, in fondo, non è altro che un alimento e come tale è sempre stato considerato dalle medicine tradizionali dei vari popoli. Alimento anche sacro, se presso certe culture veniva associato a riti e ad iniziazioni. Il fumo ha un sapore (l'amaro) che lo contraddistingue e che ci rivela proprietà ed effetti sull'organismo. E poiché ognuno di noi possiede il suo organismo (corpo e mente) diverso da quello di chiunque altro, in quanto effetto e memoria di una storia personale e familiare, non possiamo valutare a priori l'effetto che il fumo avrà su di esso. A molti, e tra questi sicuramente i bambini, il fumo creerà un danno, ma ad altri il fumo potrebbe risultare anche benefico, se utilizzato in un ottica terapeutica di riequilibrio. Ogni alimento può trasformarsi in medicina o divenire veleno, a seconda delle modalità di assunzione e delle caratteristiche della persona che l'utilizza ma, al di sopra di tutto, rimane fondamentale il rispetto della libertà dell'individuo che lo sceglie.

Valerio Donati

PUBBLICATO SU “IL CUORE DELLA ROMAGNA”, 2005, n. 2

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