Conoscere la naturopatia

Quante volte sentiamo affermare dal conoscente o dal collega di lavoro che il dentista gli ha trovato una carie, che non lo sapeva ma aveva avuto un infarto, che ha scoperto di avere un tumore,... Certo, i medici hanno a disposizione strumenti ultrasofisticati che ci scansionano e ci analizzano, ma i veri conoscitori di noi stessi restiamo solo noi. Nell’epoca della delega totale e della tecnologia spinta oltre ogni limite, il corpo di carne e ossa sembra un residuo del passato e il riappropriarsene una futilità. Ci affidiamo a tecnici e specialisti per ogni questione, sempre più dipendenti dall’intervento esterno di chi costruisce, sostituisce e soprattutto stabilisce cosa ci serve.
Non può essere così per il corpo, che ci siamo edificati da soli, istante dopo istante, respiro dopo respiro, movimento dopo movimento. Ci siamo alimentati, ci siamo costruiti, ci siamo elevati fino a divenire bambini e bambine, ragazzi, donne e uomini che agiscono, con limiti ma con intenzione, nel mondo.
Certo, i medici servono ancora, anche se non parlano e soprattutto non ascoltano più i loro clienti come una volta. Servono come conoscitori di un’arte che può servirci se ci riporta a noi stessi, così come psicologi ed educatori. Ma occorre che stabiliamo un nuovo rapporto con loro, oggi che le nostre conoscenze sono cresciute, che la nostra consapevolezza è aumentata, che non siamo più disposti a lasciar fare senza saperne di più.
Ecco cos’è innanzitutto la naturopatia: un ritorno, in chiave moderna e più consapevole, a sé stessi ed al proprio rapporto col corpo. Lungi dall’essere una branca “naturale” della medicina ufficiale o un’alternativa alla moda per chi può permettersi lo specialista a pagamento, la naturopatia è una disciplina che si rivolge all’individuo sano nella sua interezza. Non solo quindi attenzione al corpo fisico ma anche agli aspetti bioenergetici, emotivi, spirituali della persona. In questo senso la naturopatia, come le altre discipline naturali, può risultare molto più vicina ed affine alla psicologia che alla medicina accademica.
Nata in ambito anglosassone nel XVIII-XIX secolo, la naturopatia moderna trova le sue origini nella filosofia ippocratica e nel pensiero della Tradizione occidentale, incontrandosi felicemente con le basi offerte dall’omeopatia hahnemanniana. Intende l’uomo nella sua globalità e, attraverso metodologie e strumenti di tipo naturale, cerca di favorire nell'individuo le condizioni atte allo svolgersi dei processi di riequilibrio del sistema "mente-corpo" e di stimolare in esso le sue capacità di autoguarigione. Non ha quindi come interesse la malattia, che lascia alla medicina accademica e dalla quale si differisce quindi nettamente, ma lo stato di salute, che cerca di mantenere attraverso un approccio pedagogico preventivo.
Ne consegue, inevitabilmente, anche un diverso modo di concepire la malattia: il segno di un equilibrio perduto, appunto, che si manifesta proprio per farci capire dove il nostro stile di vita va modificato, anziché un problema capitato non si sa bene perché e che va eliminato al più presto. In tal senso, pur non soffermandosi sugli aspetti patologici delle persone, la naturopatia concepisce diversamente anche il rapporto dell’uomo col suo ambiente. Proprio per la sua origine non positivista e per la sua visione non meccanicista, la naturopatia non vede nei batteri e nei virus gli agenti negativi che portano morbosità e danno. Ma neanche riconosce nell’ereditarietà la causa di ogni male, come le ultime tendenze della medicina accademica vogliono farci credere. Non bisogna essere particolarmente arguti, quando si sentono ripetere ovunque messaggi di questo genere, per ipotizzare interessi da parte di lobby e multinazionali. Sul versante delle discipline naturali è invece centrale il concetto di disarmonia, di squilibrio innanzitutto emotivo ma anche relazionale ed ambientale. Possiamo cogliere nettamente il rapporto tra naturopatia e le tesi del medico tedesco Ryke Geerd Hamer, che, ignorato dai grandi media ufficiali, è divenuto ben conosciuto a chi sa ascoltare anche le voci fuori dal coro. Hamer, cui va riconosciuto il grande merito di aver sistematizzato una materia ancora nebbiosa e in certo modo ambigua come la psicosomatica, ha dato voce a teorie e idee che il mondo della naturopatia tradizionale conosce da tempo, evidenziando i rapporti che intercorrono tra la mente ed il corpo nella genesi e nell’elaborazione delle malattie. Come afferma il medico tedesco perseguitato in tutta Europa (siamo nel XXI secolo!...) per le sue idee, virus e batteri non sono nemici dell’organismo e la malattia non è un caso. È invece l’espressione organica dell’elaborazione che l’individuo compie rispetto ad un trauma emotivo che egli ha vissuto in determinate condizioni di solitudine e difficoltà.
Da anni in Italia si dibatte per dare riconoscimento legale alle discipline bionaturali come la naturopatia. Da quando le case farmaceutiche ed il mondo medico hanno compreso il peso che queste professioni possono avere sul mercato, si è acceso un dibattito che non risparmia menzogne scientifiche e giochi di potere, tanto che difficilmente si giungerà ad un’equa formulazione in sede parlamentare. Ma, al solito, non conta tanto cosa succede ai piani alti, se le persone in carne ed ossa sapranno dare espressione, il più libera possibile, alle loro idee ed alla loro azione.

Valerio Donati

PUBBLICATO SU “IL CUORE DELLA ROMAGNA”, 2005, n.10

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