Dalla pedagogia steineriana alla pedagogia micheliana

Educare alla libertà. Parte seconda.

Il nostro obiettivo è elaborare una pedagogia che insegni ad apprendere, ad apprendere per tutta la vita dalla vita stessa.
[Rudolf Steiner]

Rudolf Steiner, come abbiamo scritto nella prima parte di questo articolo, fu un filosofo e pensatore austriaco che operò negli anni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. Egli si occupò, tra i vari temi, anche di pedagogia e dalle sue indicazioni in questo campo nacque una prima scuola a Stoccarda per i figli degli operai dell’industria tedesca Waldorf-Astoria. Questo primo istituto fu poi seguito da molti altri in Germania, in Svizzera, in tutta Europa, tanto che ora sono molte centinaia le scuole steineriane nel mondo. L’intento di Steiner era di formulare una proposta educativa nel senso originale del termine, un approccio più che un metodo, che permettesse ai bambini ed alle bambine di sviluppare le potenzialità di cui sono portatori in vista di un completo e libero sviluppo della persona nella sua interezza. La conoscenza dell’essere umano e del suo sviluppo che Steiner possedeva fu essenziale per l’elaborazione dei principi pedagogici che egli, insieme ai suoi collaboratori, applicò nella progettazione della prima scuola.
Ma il filosofo austriaco non elaborò mai un metodo pedagogico né definì una tipologia di scuola, così come si astenne, in altri campi, da dare regole di comportamento o punti di vista definitivi. Rispose alla richiesta dell’industriale Waldorf con empatica intelligenza e senso pratico, consapevole che la sua proposta doveva tener conto di quel tempo e di quel luogo.
Molti anni sono passati da allora e, come già detto, molte scuole hanno fatto seguito a quella di Stoccarda. Eppure sentiamo ancora parlare di scuole Waldorf o di scuole steineriane o, più recentemente, di pedagogia antroposofica (dal nome del movimento, l’Antroposofia, di cui Steiner fu il fondatore), nonostante i tempi ed i luoghi siano diversi e le persone che progettano e dirigono queste realtà educative siano naturalmente altre.
Ma la conoscenza dell’uomo ed i principi pedagogici di cui Steiner fu portatore non sono certo né solo per gli operai della Waldorf, né soltanto per gli steinerani e gli antroposofi. Steiner era un uomo e la pedagogia non può essere di un uomo, per quanto grande, in quanto bene condiviso dell’umanità. Inoltre egli visse in un dato luogo e in un preciso momento storico e la sua proposta, per quanto nata da una conoscenza ampia ed universale, fu proprio da lui stesso contestualizzata nella Stoccarda dei primi del Novecento.
Egli ricordava spesso come l’Antroposofia fosse agli inizi del proprio cammino e come dovesse conquistare il suo pieno sviluppo nel futuro. Così la pedagogia deve continuare il suo cammino iniziato nell’antichità verso uno sviluppo moderno ed attento ai nuovi tempi.
Le antiche scuole iniziatiche, che proponevano uno sviluppo spirituale dell’individuo, si sono evolute nel tempo fino alla scuola Waldorf di Stoccarda. Ma altro tempo è passato ed occorre fondare una nuova pedagogia che tenga conto dell’evoluzione degli uomini e delle donne e del cosmo attorno ad essi. Portare l’esperienza della realtà spirituale ai bambini d’oggi presuppone un cammino nuovo per gli educatori ed una trasformazione della proposta educativa, perché possano crescere ragazzi e ragazze veramente liberi e sani in senso spirituale.
L’immagine cristiana di San Michele, che conduce l’umanità verso la metamorfosi dei tempi nuovi, ben sintetizza questa necessità.

Valerio Donati

PUBBLICATO SU “IL CUORE DELLA ROMAGNA”, 2005, n. 7

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