Ravenna magica

Sull'onda del ritorno alla moda del gotico letterario e dell'intramontabile new-age ma anche delle afose serate estive in cui il centro della città si apre più agli abitanti che ai turisti, siamo tornati a cercare tracce di leggende e simboli occulti in quella che è la più antica e probabilmente anche la più magica delle città romagnole. Non vogliamo negare valore agli altri centri: ogni città che meriti questo nome per grandezza, storia e cultura porta con sé significati e valenze che spesso si sono persi nel tempo o nel materialismo moderno ma che una volta erano, se non manifesti, almeno sottointesi da tutti. Quello che distingue Ravenna è però la storia antica, che ne fece la capitale dell'Impero Romano d'Occidente e, in quanto tale, custode di tesori visibili ed invisibili.
Come mai fu scelta Ravenna in vece di Roma e di Milano? Il porto, la posizione difesa dalle paludi, certo...ce l'hanno spiegato a scuola. Ma c'era dell'altro? Non vogliamo certo buttare all'aria secoli di storiografia o, peggio ancora, di sano insegnamento scolastico! Ma di una cosa, in genere, storici, scienziati o insegnanti (e tanti altri...) non parlano: di magia.
La magia altro non è che l'utilizzo delle forze naturali, ma attraverso procedimenti e metodiche non necessariamente razionali quanto invece, soprattutto, simboliche o allegoriche. Per praticare la magia è fondamentale quindi conoscere queste metodiche e ciò è noto a tutti: l'apprendi sorcier viene iniziato a formule, riti e simboli esoterici, cioè sconosciuti alla massa delle persone. Ma ci si dimentica talora un altro aspetto: bisogna anche conoscere la natura, perché le forze che questi riti o formule smuovono, almeno per i maghi che meritano questo titolo, altro non sono che le forze della natura che giacciono sotto gli occhi di ognuno di noi, ma che la maggior parte di noi, la massa, nemmeno vede.
E di forze invisibili agli occhi di tanti, in natura, ce ne sono parecchie. Basti pensare all'elettromagnetismo: nessuno sa esattamente perché le lampadine si accendano o come una calamita ne attiri un'altra, eppure tutti i giorni spingiamo interruttori per illuminare una stanza o chiudiamo lo sportello della credenza. Così sappiamo ben poco dell'energia nucleare o della natura del fuoco o della musica, forze naturali che conosciamo da pochissimo o con le quali conviviamo da secoli. Così per tante altre, di cui a volte ci siamo dimenticati l'esistenza o forse non l'abbiamo mai conosciuta. Almeno alcuni di noi, perché qualcuno certe forze le conosceva (o le conosce) e le ha utilizzate. Ad esempio le energie telluriche, le energie che, naturalmente, sono sprigionate dal terreno sotto i nostri piedi. Ormai sempre più spesso si sente parlare di rete di Hartmann, cioè di quella griglia energetica che dal pianeta Terra viene proiettata verso il cosmo, ma anche di una rete similare, quella di Curry, costituita da energie cosmiche che procedono in senso opposto. E così dell'effetto di falde, faglie, giacimenti minerali e quant'altro che emettono radiazioni di vario tipo.
Cosa c'entra tutto questo con Ravenna? C'entra col fatto che Ravenna, come molti altri siti antichi, sorge su un territorio in cui si concentrano (o si concentravano) alcune energie di questo tipo e questo permetteva, a chi era in grado, di utilizzarle. Certamente esistono luoghi molto più magici di Ravenna: ci basti pensare alle piramidi di Giza, a Stonhenge, a Torino, a Lourdes, a Roma, a Chartres,... In quest'ultima città, ad esempio, sorge una splendida basilica gotica cui vengono attribuite caratteristiche molto particolari. Rilevamenti radioestesici, rabdomantici e geobiologici hanno evidenziato come la cattedrale di questa cittadina francese sorga sopra ben 15 vene acquifere sotterranee che si intersecano esattamente sotto il punto in cui è collocato il coro mentre le reti di Hartmann e di Curry, le radiazioni cosmo-telluriche cui si accennava precedentemente che presentano abitualmente maglie di due-tre metri di apertura, sono state "allontanate" da zone particolari e concentrate in altre. Queste caratteristiche naturali ed artificiali, sommate alla particolare configurazione architettonica della chiesa, ci inducono a pensare che le conoscenze in possesso ai costruttori della cattedrale fossero ben maggiori di quanto si pensi comunemente e che permettessero di aumentare, per così dire, la potenza dei riti celebrati al suo interno. In altri santuari che presentano caratteristiche simili, del resto, si sono verificati episodi non comuni e se anche non abbiamo mai assistito a miracoli, abbiamo probabilmente percepito anche noi l'atmosfera magica che si respira in certi luoghi.
Da Chartres ci spostiamo a Ravenna perché, guarda un po', le due città, pur diverse nella storia, nei monumenti e nella cultura, sono gemellate! Cosa le accomuna oltre la simpatia reciproca degli amministratori? Certo di cattedrali straordinarie e di basiliche magiche l'Europa è piena... A Ravenna, ad esempio, sorge un'antica basilica del VI secolo, s. Vitale, che ha caratteristiche architettoniche originali e mosaici definiti unici. Una chiesa "gemella", s. Sofia ad Istanbul, sembra essere altrettanto splendida, eppure Ravenna non è gemellata con Istanbul...
All'interno della basilica ravennate si respira un'aria umida, d'incenso e di oro, come di una regalità appartenente al passato e dimenticata nella nebbia. Ravenna è ricca di corsi d'acqua sotterranei, ma anche qui, guarda caso, molti si incrociano sotto la pianta ottagonale di s. Vitale, così come le solite reti di radiazioni naturali sono innaturalmente modificate. Sul pavimento un antico labirinto, probabilmente contemporaneo alla chiesa, molto simile a quello raffigurato all'interno della cattedrale francese...
Nulla di strano o di magico in tutto questo. Somiglianze, coincidenze, ma nulla di più. Il caso può riavvolgere tutto, come la nebbia avvolge s. Vitale in una Ravenna dormiente da millecinquecento anni.

Valerio Donati

PUBBLICATO SU “IL CUORE DELLA ROMAGNA”, 2005, n. 7

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