Lui mi conosce meglio di me

Dotti, medici e sapienti. Parte seconda.

Permettete una parola, io non sono mai andato a scuola
e, fra gente importante, io che non valgo niente,
forse non dovrei neanche parlare.
Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto
e perciò prima che mi possiate fermare
devo urlare e gridare, io lo devo avvisare
di alzarsi e scappare, anche se si sente male,
che, se si vuole salvare, deve subito scappare!
[Edoardo Bennato, Dotti, Medici e Sapienti in Burattino senza fili, 1977]

Dieci milioni di italiani che si rivolgono, in prima scelta, alla medicina naturale, un giro di affari di milioni di euro, varie proposte di legge presentate in parlamento (e affrontate, probabilmente, tra poche settimane), corporazioni che si muovono a difendere i loro privilegi o ad acquisirne di nuovi, altre che nascono per fare loro concorrenza,… il panorama della medicina olistica in Italia è almeno variegato e non annoia!
Abbiamo considerato come gli operatori del naturale non possano definirsi 'medici' nel senso legale del termine, ma, dal punto di vista linguistico, e non ufficiale, potrebbero definire 'medicine' le discipline che studiano e che praticano. In senso ampio medicina è infatti qualsiasi pratica atta a prevenire, riacquistare o mantenere la salute. Imporre impacchi di acqua fredda sulla fronte del proprio figlio quando ha la febbre, saltare il pasto o mangiare cibi semplici e sconditi quando si ha mal di stomaco, massaggiare la pancia ad un bambino in presenza di dolori addominali: sono tutti atti medici e, come tali, NON potrebbero essere compiuti da chicchessia. In verità non si potrebbe neppure parlare di raffreddore, influenza o coliche addominali: stiamo già facendo diagnosi!
Eppure la medicina tradizionale, cioè popolare, molto spesso non fa altro che suggerire rimedi semplici ed efficaci proprio come l'idroterapia, il digiuno, il massaggio o l'imposizione delle mani. Suggerisce cioè rimedi naturali, semplici, razionali, efficaci. Però noi legalmente non potremmo, se non iscritti all'albo dei medici, compiere questi atti terapeutici. E allora? Ci rimettiamo completamente nelle mani di chi detiene il sapere ufficiale? Deleghiamo totalmente a lui la gestione della nostra salute? Ci affidiamo ciecamente al suo sapere ed al suo potere negando qualsiasi nostra competenza? Ma chi conosce il nostro mal di pancia meglio di noi? Chi sa avvertire i sintomi del nostro disagio e del nostro star male prima di noi? Chi sa quanto veramente soffriamo? Nell'epoca della tecnologizzazione e della specializzazione solamente gli esperti titolati possono parlare? Ma il mio mal di pancia è uguale a quello di milioni di altre persone? Il mio mal di testa produce la stessa sofferenza? Il mio modo di reagire alle situazioni è comune a tanti altri? Sappiamo tutti molto bene la risposta: no! siamo assolutamente unici e irripetibili e non può esistere alcuna risposta a priori, già confezionata, ai nostri bisogni e ai nostri disagi. Forse che il massaggio di una mamma al proprio bambino è uguale a quello di chiunque altro?…
Non critico chi sceglie di rivolgersi alla medicina accademica. Scegliamo di non avere più tempo per cucinare, scegliamo di non raccontare più fiabe ai nostri bambini, scegliamo di non accontentarci più di una bicicletta per i nostri spostamenti: possiamo benissimo scegliere una medicina fatta di protocolli ufficiali, di esami supertecnologici, di farmaci intossicanti.
No, mi rivolgo a qualcuno tra i dieci milioni di italiani che sceglie ormai la medicina naturale, per qualche motivo ritenuta più opportuna. Lavoriamo perché questa medicina sia una medicina della salute e non della malattia, perché sia naturale e non lo racconti solamente, perché sia olistica e non solo una moda. Soprattutto perché sia la nostra medicina e non un sapere ed un potere delegato ad altri, qualsiasi titolo posseggano. Riappropriamoci della nostra salute, in senso globale, e non permettiamo ad alcuno, con qualsiasi biglietto da visita, di esercitare un potere autoritario e irrispettoso su di essa.
Possiamo parlare dalla salute ma giungere ancora più in là… La salute individuale (così come la salute dell'umanità o del pianeta o tutti gli aspetti della nostra vita legati alla sfera dell'essere) si costruisce quotidianamente, lavorando sullo stile della nostra vita, attraverso azioni semplici e concrete, osservandole e valutandone le conseguenze. Se la medicina che scegliamo non risponde a questi requisiti non è una medicina olistica e naturale, se il terapeuta che ci segue non ci consiglia questo non è un terapeuta olistico e naturale. Non è neanche un imbroglione: è semplicemente altro e, come tale, possiamo continuare a sceglierlo. Ma non chiamiamolo terapeuta naturale ed olistico.

Esistono tre tipi fondamentali di medicine:
a) quelle tradizionali popolari, antiche e fondate sui concetti di prevenzione e di contrario: intendono la persona come un tutto e mirano al mantenimento della sua armonia attraverso rimedi che agiscono in vario modo ed a vario livello sull'equilibrio di aspetti opposti: rimedi biochimici, energetici, simbolici, ritualistici,…;
b) quella omeopatica, evoluzione delle precedenti, nata un paio di secoli fa ma profondamente radicata e legata alla medicina tradizionale ippocratica: supera il concetto di contrario col concetto di simile ed elabora una modalità moderna di utilizzo energetico dei rimedi propri delle medicine tradizionali;
c) quella allopatica accademica, nata anch'essa da pochi secoli, ma totalmente slegata dalle medicine tradizionali occidentali: si fonda sui concetti di altro e di diverso, si concentra pressoché esclusivamente sulla cura di sintomi patologici specifici tralasciando l'aspetto della prevenzione, enfatizza l'uso dei farmaci chimici e della pratica chirurgica.

Diversi parametri quindi ci permettono di capire con quale tipo di approccio abbiamo a che fare: l'importanza data al concetto di salute o quella data al concetto di malattia, l'importanza attribuita alla prevenzione ed all'igiene di vita piuttosto che all'intervento diretto, l'interesse per la persona nella sua interezza anziché per sintomi specifici, l'utilizzo di rimedi legati da un rapporto di opposizione, di similitudine o di diversità con i sintomi manifestati,…
Il dire che lo stress è la causa dei nostri disturbi o il consigliare un rimedio preparato secondo i criteri dell'omoeopatia non significa necessariamente praticare la naturopatia o l'omoeopatia: molti medici convenzionali lo fanno e raramente un medico convenzionale, con almeno una decina d'anni, di norma, di studio accademico alle spalle, può essere definito con diritto naturopata o omoeopata. Così come l'utilizzo di rimedi all'apparenza preparati omoeopaticamente non fa degli omotossicologi o dei medici antroposofici degli omoeopati. Se medicina è qualsiasi pratica atta a prevenire, riacquistare o mantenere la salute e se è nostro diritto poter scegliere come fare tutto ciò e a chi rivolgerci per un parere ed un confronto, iniziamo a riappropriarci realmente della nostra salute lavorando sul nostro stile di vita, operiamo quotidianamente scelte naturali, semplici, razionali, efficaci; osserviamo le nostre giornate e valutiamo le nostre scelte.
Le prime conseguenze, probabilmente, andranno in due direzioni:
  • alleggerire la stimolazione eccessiva cui siamo sottoposti da tutti i punti di vista (alimentare, emotivo, professionale, elettromagnetico,…);
  • ridare all'infanzia una dimensione di naturalità e di protezione rispetto a questi eccessi.
Perché naturopatia, omoeopatia o medicina (in senso generale) sono innanzitutto questo: prevenire ed educare, cioè lasciar sviluppare le nostre potenzialità più originali e profonde.

Valerio Donati

PUBBLICATO SU “LA NATURA E LA CITTÀ”, 2003, n. 6

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