Salute ed educazione.

Dotti, medici e sapienti. Parte terza.

Questa è salute; questo è successo e felicità e vero servizio: servendo per amore, in perfetta libertà, ognuno a modo suo. […]
Questo è malattia: la reazione all'interferenza, questo è fallimento ed infelicità temporanea. Questo accade quando permettiamo ad altri di interferire con lo scopo della nostra vita ed impiantare nella nostra mente dubbio, paura ed indifferenza.

[E. Bach]

Osservare le proprie giornate e valutare i propri comportamenti, tentando di operare quotidianamente scelte consapevoli, di cui ci assumiamo interamente la responsabilità ed il potere; agire sul proprio stile di vita cercando di tener conto dell'ambiente che ci circonda nel suo complesso. Questi potrebbero costituire i punti essenziali del programma per riappropriarci della nostra salute.
Potremmo scoprire allora che tanti nostri comportamenti sono molto più indotti dalla società in cui viviamo di quanto pensassimo. Potremmo scoprirci più ricchi di quanto credessimo. Potremmo ritrovarci a fare i conti con fantasmi del passato che avevamo chiuso in qualche armadio. Potremmo, almeno inizialmente, stare molto male. Essere costretti a buttare all'aria tanti dogmi, tanti riti, tante comodità, tante menzogne. Dovremmo fare i conti con noi stessi.
Ma i conti con noi stessi, prima o poi, dobbiamo farli. Speriamo sempre che sia poi, ma comunque arrivano. Allora cerchiamo il medico (e poi un naturopata) che li faccia per noi; oppure ci rivolgiamo allo psicoterapeuta perché ci sostituisca un attimo, oppure c'è sempre un prete disposto… E se, nel mondo delle deleghe e delle rappresentatività, provassimo noi a farci carico di noi stessi?…
Pensiamo per un attimo alla stimolazione continua cui siamo sottoposti. Le nostre percezioni avvengono fondamentalmente perché siamo dotati di sensi attraverso i quali cogliere il mondo esteriore: dal punto di vista visivo, acustico, olfattivo, gustativo, tattile, quanto siamo stimolati? Ci sentiamo stanchi o rilassati? Siamo in grado di sopportare un cambiamento del livello di stimolazione o immediatamente reagiamo con nervosismo? Che carico abbiamo da un punto di vista alimentare, emotivo, professionale, elettromagnetico, di informazioni,…?
Come possiamo, così spesso sottoposti ad un eccesso di stimolazione, reagire efficientemente ed efficacemente alle situazioni più disparate? In una situazione di questo tipo non troveremo in noi le necessarie risorse per fronteggiare anche una piccola e semplice problematica. Che magari sarà la goccia che farà traboccare il vaso e ci vedremo costretti a ricorrere allo specialista.
Se ritornate agli articoli precedenti, ricorderete che non sono contrario per principio agli specialisti: non possiamo certo fare tutto da soli. Ma non è utile nemmeno delegare troppo, soprattutto se non abbiamo strumenti di verifica. Occorre che lavoriamo insieme al tecnico, in quanto portatori di competenze e conoscenze complementari alle sue. Occorre che riportiamo il nostro livello di consapevolezza il più possibile vicino a ciò che stiamo facendo e che ci comportiamo poi di conseguenza. Solo così il medico (convenzionale o naturale), lo psicoterapeuta ed il prete saranno consulenti e 'strumenti' efficaci. Perché, come ho già scritto, naturopatia, omoeopatia o medicina (in senso generale), psicoterapia o sostegno spirituale sono innanzitutto questo: prevenire ed educare, cioè lasciar sviluppare e facilitare le nostre potenzialità più originali e profonde.
Ma tutto questo rimanda ad un punto fondamentale e irrinunciabile: il valore che attribuiamo all'infanzia ed all'educazione dei bambini. E parlo di educazione, non di istruzione, formazione, assistenza o accudimento dei bambini. Parlo dell'arte maieutica di lasciar sbocciare le potenzialità profonde nascoste nell'individualità del bambino affinché si sviluppi in piena libertà ed autonomia. In una società come la nostra il bambino è schiacciato fin dal ventre della madre da eccessi di stimoli che lo costringono a forme rigide, anziché potersi muovere ed esprimere liberamente. È ai bambini che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, è la loro salute che dobbiamo tutelare innanzitutto, perché in loro risiede la salute dell'umanità e del pianeta.

Valerio Donati

PUBBLICATO SU “LA NATURA E LA CITTÀ”, 2003, n. 7

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